Antonio Oberti
Silvestro Silvestri
M.T. Di Casola
Carlo Torretta
Guido Colnaghi
Luigi Caldiroli
Biagio Pantaleo
Giovanni Mazzetti
Flavio De Gregorio
Sandro Serradifalco
 

Nadine Giove
Dino Marasà
Salvatore De Vuono
Franco Ventura
Louis Imperiale
Paolo Levi
Salvatore Russo
Giorgio Falossi
 Stefania Bison
Salvatore Malorgio ha la vocazione del pittore. Per questo non ha mai trascurato la pittura affiancandola alla sua quotidiana attività. È curioso, dinamico, insofferente, sognatore. Ama la sua terra di Puglia e su di essa lascia vagare i suoi pensieri, afferrandone gli scorci col pennello e col cuore, percorrendo la difficile strada della vita, correndo incontro ad una realtà sempre più grande, 
sempre più personale. La natura allora è vissuta e la gente, la sua gente, è animata dalla sua stessa passione; il paesaggio è l'innocenza della vita e il tramonto non è la fine, e i personaggi gli lasciano nel cuore pacate nostalgie ed egli ne scruta gli umori, le ansie, le gioie e le paure in un racconto che ha il sapore, l'accento di una dolce favola paesana. Salvatore Malorgio dialoga tra il verde, con i tramonti infuocati, con le albe e i bagliori notturni, con i paesaggi marini o lacustri, con le barche e i 
canneti: è un parlare semplice, che gli appartiene in ogni sfumatura, meraviglioso perché tale è la natura al chiarore mattutino, nel preludio della sera o nella notte fonda. Meraviglioso soprattutto quando dialoga col mendicante o con gli zingari, con la fanciulla o col pescatore o col vecchio contadino del Salento diventando oltre che pittore articolista e scrittore.Tutto dipende dagli stati d'animo del momento e la sua gestualità si fa neorealistica, la sua vivace tavolozza ricava impasti cromatici densi e armoniosi che rinviano, fuori del tempo, ad un'antica, agreste solitudine.

Antonio Oberti - Professore e critico d’arte
 

Non esistono, nella pittura e nella grafica di Salvatore Malorgio, segni e intendimenti senza significato. I punti di equilibrio e di descrizione formale completano, nelle sue opere, il senso veritiero dei suoi intendimenti e delle sue poetiche nostalgie. I suoi ritorni memoriali, espressi con l'immagine e con il colore definiscono, non di meno, vicende affettive e mostrano visivamente, con la delicatezza del suo dipingere, la realtà rappresentata. I nitidi grafismi di Malorgio, per di più, brevi e taglenti, fluenti e lievi, appaiono, di volta in volta, avvolti in tenere apparenze. E, uno ad uno, completati da sommesse e calde armonie coloristiche che da sole riescono a comunicare, senza residui di narrazione e inutili dispersioni, tutte le malinconie di questo timido pittore venuto dal Sud.
I suoi acquarelli, così come sono concepiti, precisi e ragionati nelle invenzioni e nei significati espressivi, emanano dalla loro naturalezza e dalla loro trasparente composizione, profumi di erbe 
fresche. Richiami. Vicissitudini. Ricordi apparentemente dimenticati. Che pure si completano, segni grafici e colori, nei particolari infinitesimali e nelle immediatezze visuali del paesaggio meridionale così pieno di luce e di azzurro che istintivamente porta ad un continuo sognare. Con le suecase-presepe raggruppate una all'altra. I pali telegrafici con esili fili. I muri di pietre consumati dal tempo. Gli spicchi di campagne aperte e luminose. II raccontare visivo di Malorgio, le sensazioni dei suoi sentimenti, le palpitazioni interiori del suo descrivere per immagini trova l'essenzialità nella definizione umanistica delle figure viste nei momenti del vivere quotidiano.E sono contadini che consumano frugali pasti, che lavorano, che aspettano nelle sconfinate solitudini delle campagne. Che tornano a casa. Che sperano. Che qualche volta sognano. Così come gli sfortunati vagabondi, fermati dai segni e dai colori, miseri nella loro povertà. Solitari eppure innocenti. E senza altra speranza se non la consumazione ultima nella loro perenne solitudine. Gli olii, gli acquarelli, le chine, i pastelli di Salvatore Malorgio, artista tanto sensibile ai problemi dell'uomo quanto attento ad 
ascoltare tutti i respiri della natura, raccontano, di nostalgia in nostalgia, di ricordo in ricordo, di solitudine in solitudine, attraverso le immagini, la realtà che svanisce nella poesia. 
La poesia che diventa colore».

Silvestro Silvestri - Professore e poeta
 
Salvatore Malorgio é il tipico artista sperimentatore, con straordinaria bravura, avvalendosi di numerose tecniche artistiche: olio, tempera, china, acquerello, pastello e tecniche miste, in ognuna delle quali trasfonde la realtà dell'uomo di ogni giorno, l'uomo reale, l'uomo sincero, degno di questo nome, l'uomo che non si maschera e si presenta come realmente è. Per Malorgio, l'uomo che si maschera non ha senso, non ispira, non è degno della sua attenzione. Un 'altra caratteristica importante di questo pittore è il segno preciso, il particolare, il senso espressivo della luce, l'ombra, la profondità che penetrano i personaggi rappresentati. ...Malorgio è un'Artista dal grande talento che riesce a coniugare, con eccezionale perfezione, linea, colore, forma ecomposizione
Con le opere che ha creato in oltre un trentennio di feconda attività artistica ha portato nel nord l'espressione artistica del sud, della sua terra pugliese. Egli é autodidatta ma posso affermare che é un artista che riesce a coniugare con eccezionale perfezione di linea, colore, forma e composizione, degno di un vero professionista. Si esprime e crea le sue opere senza condizionamenti di sorta, dipinge solo se ispirato intimamente, e nella libertà di espressione, l'artista si sente intimamente appagato riuscendo a dare forma e colore alle sue creazioni.

M.T. Di Casola - Critico d’arte
 

«...i soggetti prediletti e i colori vivi, fanno della pittura di Malorgio un vero e proprio canto della natura ed alla vita, canto popolare a voce spiegata; come si conviene ad una forma artistica, nata da una costante applicazione autodidattica, che dell'arte rammenta in ogni momento lo scopo fondamentale e primario di abbellire ed allietare l'esistenza».

Carlo Torretta - Professore
 


Dipingere è amare dice Henry Miller. Ed è vero. Ma amare cosa? E come? Tutto, intensamente. E cos'è dipingere? E' migliaia di cose diverse per individui diversi. Salvatore Malorgio dipinge forse da sempre, anche se maggiore dedizione risale a poco più, di trent'anni fa. Per chi, come lui, è venuto al sud, è stato impossibile non travasare nei suoi dipinti il paesaggio e le immagini della sua 
terra. Questi infatti ci sono stati proposti dalla sua pittura sino a ieri , segnalandoci i colori e gli umori , il nostalgico richiamo e la poesia dei luoghi , nel tentativo di raccontare i sui stati d'animo, particolari ma di tutti . Proprio perché con essi egli vuole sottolineare i valori migliori e più antichi del nostro esistere, costretti nella violenza del vivere quotidiano.<br>Ora, non solo con oli, ma, diversamente con chine, acquerelli, e tecniche miste ci propone paesaggi più vicini, anche qui 
evidenziandoci scorci dietro casa e figure randagie, le cui matrici, apparentemente semplicistiche le prime e ingannevolmente fuori dal tempo le seconde, sono invece entrambe segnali di valori 
veritieri, nell'alterante realtà di oggi . Solo il sanguigno dei nudi pare intervallare, e sempre poeticamente questo suo lirismo schietto e sincero, com'è il vario alternarsi della sua tavolozza. Le rughe della terra arsa e dei visi provati, contrastano con le morbide linee del corpo femminile, e, insieme agli alberi, così simile e così diversi tra un luogo all'altro, sono tutti, eguali indicazioni di un medesimo orizzonte; verso il quale la proiezione della vita si trova pur sempre allo sbaraglio, avvinta per sempre nell'avventura , ma con la potenziale salvezza nell'intuizione poetica , la quale pare proprio non venir meno allo svolgersi di questa pittura.

Guigo Colnaghi - Scrittore e poeta


Salvatore Malorgio di Tuglie ( Lecce ) , ma lombardo di adozione , resta vincolato ai suoi paesi natii e nei suoi quadri riflette l'atmosfera ambientale che gli è cara con spontaneità e con una tavolozza sempre vivace e carica di cromatismo. Pittore autodidatta , il Malorgio , con perseverante 
impegno, trova il modo di riflettere nei suoi quadri un mondo tutto particolare con una tecnica e un'abilità che lo contraddistinguono e lo staccano dalla moderna creazione pittorica.
E' veramente piacevole avvicinarsi ad un artista capace di una produzione onesta e sincera, desideroso di trovarsi nei suoi paesaggi limpidi. L'effetto pittorico è reso rilevante dal colore 
che lo fa da padrone, un colore pregno ed acceso, vibrante e armonizzato da sensibilità poetica. La natura nelle sue più calde e festanti visioni lo avvince , e il nostro artista appare voglioso di 
aggredirla nella sua essenza e nei suoi momenti più affascinanti quali le albe e i tramonti.
Volontà e irruenza si esprimono in un colore che non sembra mai bastare a se stesso, che vibra attraverso l'uso del pennello e della spatola, quasi a darci un plasticismo idoneo a determinare la 
propria innata vitalità. Ne risulta un'impressione di energia, di forte interpretazione del bello non senza sensibilità poetica ricca di sentimento e penetrazione. Malorgio riesce così originale e 
capace di investirci di bagliori diffusi e splendenti, di farci gustare le caratteristiche inconfondibili del paesaggio pugliese nelle sue attrattive più seducenti, filtrando la luce che piove sul mare , sulle colline, sulle pianure di una terra felice ove i mandorli fioriscono a Febbraio , gli ulivi diventano giganteschi, ove non esiste nebbia e il sole trionfa in ogni stagione. Malorgio con naturale abbandono riesce a cogliere e ad interpretare il bello con immagini avvincenti forse per noi insolite ma fortunatamente ancora visibili e ritratte mirabilmente da mano d'artista.

Luigi Caldiroli - Professore


Salvatore Malorgio ama la serietà dell'arte secolare italiana della quale si alimenta ed in essa si esprime. Alcuni suoi dipinti , Vecchio contadino del salento, Il vecchio e il cane, sono essenzialmente reminiscenti e rispecchiano tradizioni di fede e di umanità compendiate nella povertà di gente che sa attendere e sperare. Sensibilissimo autodidatta , Malorgio riesce a fare ciò che sente e pensa, carpendo, nelle insorgenze della natura , quanto di più bello lo affascina , traslandolo con mano felice sulle sue promettenti tele…………

Biagio Pantaleo - Professore e critico d’arte


Salvatore Malorgio, presente sulla scena del mondo artistico da oltre un trentennio e presente nell'ultima rassegna di Livorno per l'assegnazione del Trofeo della Regione Toscana 2003 con quattro tele di tutto rispetto , il bravo artista, molto preparato artisticamente , continua la sua scalata 
nel difficile mondo delle Belle Arti. La sua pittura colpisce in positivo l'attento visitatore, essa è una simbiosi di valori umani , spirituali ed estetici che costituiscono la nota dominante della sua pittura, innestata nell'alveo di una figurazione completa, e perfettamente equilibrata sotto ogni profilo , nella quale si fondono egregiamente contenuti oggettivi e interiori motivazioni creative, segni nell'inequivocabile, intensa partecipazione dell'artista alle problematiche del suo tempo.
In questa pittura troviamo come le figure e il paesaggio trovano nella sua arte ampia e originale collocazione , non come ispirative di riferimento convenzionale, ma come inalienabili stimoli per un 
messaggio sentito, caldo di autentico sentimento. Con vivo senso d'introspezione, Malorgio fa rivivere nelle sue opere i turbamenti, le malinconie, le gioie intime dell'animo, i drammi checostellano la vita quotidiana e talora inserisce le figure come nell'opera dal titolo Vecchiaia e solitudine , che sanno di una realtà esistente in ogni paese…………

Giovanni Mazzetti - Professore e critico d’arte


Nell’opera del pittore Salvatore Malorgio sono consolidate numerose linearità, dalla cui caratteristica è principalmente allusiva la condizione formalmente riassuntiva di tutto ciò che viene e palpita, in una procedura dove la sintesi espressiva è manifesta con sillogismi condizionati o dalla progressiva ed elegante tonalità. Proprio a seguito di questo fenomeno estremamente bello ma non comune, l’opera d’arte dell’artista Salvatore Malorgio assume con vivacità la caratteristica concreta ed espressiva per i cui istanti meditativi si insinuano anche le emozioni a volte velate di una risposta, dalla cui struttura iconografica , la dimostrazione è storica, atta a procedere in direzione di una mimesi chiara, in quanto resta tangibile l’evoluzione dell’idea interpretativa.

Flavio De Gregorio - Professore e critico d’arte


L’espressione artistica di Malorgio si esprime in una narrazione pittorica caparbia, devota alla descrizionedella realtà circostante ben impreziosita da una tecnica prestante. Tali le premesse inerenti l’operato di Salvatore Malorgio. Pittore degno rappresentante di quel particolare realismo che risulta repellente alla futile bellezza estetica piuttosto portata alla nudità degli elementi circostanti.

Sandro Serradifalco - Professore e critico d’arte


L’intensità delle opere di Salvatore Malorgio sottolineano il suo grande amore per ciò che crea dipingendo : mondi reali quantunque immaginati , mondi nostalgicamente ricordati perché luoghi dell’infanzia . E’ proprio la nostalgia a dare il tono a tutta l’opera , a creare un’atmosfera di velata quanto struggente malinconia . Eppure la sua arte non è giammai triste , ma è anzi al contrario riverberante di spendita energia positiva. Le pennellate sicure addensano i colori piuttosto che disegnare le linee, così da creare un effetto drammatico molto significativo. Salvatore Malorgio approda a un felice connubio tra la tradizione realista italiana e un espressionismo suo personale , che lo rende artista dalle doti inequivocabili di “ affabulatore” .

Nadine Giove - Dottoressa e critico d’arte


D’avanti alle opere del maestro Salvatore Malorgio si rimane colpiti dall’efficacia del messaggio trasmesso . Un invito continuo al pensare con profondità sul significato della vita umana, sul mistero sui perché che da sempre la rendono preziosa., varia , inimitabile . Una lunga ricerca pittorica e compositiva ha creato il suo alfabeto tonale e la grande fedeltà di disegno che stimola il senso del bello presente in ognuno di noi . Piacere estetico e stimolo per la mente accompagnati da una luminosità toccante e ben accordata a quanto dipinto . L’arte è anche iuna delle maggiori forme di codici comunicativi dell’umanità , e la sua funzione didascalica e stimolatrice dell’animo ancora una volta si mostra prepotente ad ognuno di noi accompagnandoci in percorsi emozionali nuovi e fruttuosi.

Dino Masarà - Professore e critico d’arte


Salvatore Malorgio , in questi brevi cenni , è per lo scrivente e per la prima volta “ Malò ”. Non voglio essere solo osservatore delle sue opere, ma voglio entrarci e capire insieme all’artista . Malò attraverso la vibrazione del suo essere riesce a ritrovarsi nelle sue opere che in momenti difficili gli fanno da specchio così come si osserva attraverso i colori che riportano a calde emozioni universali avviluppanti , tali da farlo prigioniero . Quando inizia a dipingere , i colori la fanno da padrone sui solfeggi che da musicista –pittore da sempre suona ” la Musica “, la sua musica , verità della sua vita , riempita troppo spesso con le note del suo io e forse non si è accorto che le porte erano dipinte da sereni arcobaleni . Perciò le vibrazioni del colore nelle sue opere lo portano ad una realtà troppo vera per essere sognata , così il maestro “ Malò ” filtra tutte le gradazioni cromatiche dell’elevata quotidianità della vita. Non c’è bisogno di lodarlo , è già bravo ed è consapevole che le sue opere abbisognano di spumeggianti colori di luce che irradiano le scene di pace e di vita. La maestria e la padronanza nell’uso dei pennelli è tale da trasformare i suoi lavori in leggere farfalle colorate che planano sulle mani e negli occhi dell’osservatore trasmettendo una sinergia di luce positiva e negativa , frutto e testimonianza della sua vita passata e tormentata e di quella presente che si fondono nella continua ricerca di una pace universale. Egli si esprime in un pluralismo di forme e di composizione coloristica ,in scene che affondano le radici in un superbo passato con un pudore denso e significativo.
Il suo modo di fare arte , ieri era ricerca e interpretazione , oggi , è il linguaggio delicatamente legato alla vita. Oso ricordargli che “ nelle vene dei pittori , invece di sangue scorre colore ” .

Salvatore De Vuono - poeta , pittore e scultore


Tutta la produzione artistica del pittore Salvatore Malorgio è un gioioso canto rivolto alla bellezza della natura e ad al suo Creatore, ma soprattutto all'uomo e alla sua misteriosa straordinaria e irripetibile avventura terrena. Dallo sguardo degli anziani, che dalla fessura degli occhi si posa sul mondo che lo circonda e ne coglie emozioni e ricordi, alla verdeggiante maestosità dei paesaggi del Nord; dall'armonioso dinamismo dei nudi alle aggrovigliate composizioni di ispirazione epica, dove il colore, come per effetto di un naturale fermento interno, esplode con lucida veemenza da ogni poro della tela; dalla sacralità dei celebri eventi biblici alle umilissime storie contemporanee di povertà ed emarginazione; tutto nella pittura di Malorgio è una poesia, dai cui versi intensi si sprigionano i sentimenti più nobili e le emozioni più sincere di cui l'anima è capace. Il dato cromatico irrompe ora in dense e vibranti tonalità nel tradurre le inquietudini quotidiane, ora in eterei toni madreperlacei che richiamano atmosfere lontane dove abitano i sogni.

Franco Ventura - Professore, pittore e critico d’arte


Uno degli ingredienti essenziali dell’espressione artistica risiede precisamente nella magia carismatica di trasformare le scene ordinarie di un mondo modesto, comune, abitudinario, in una visione universale, unica, che prescinde dal tempo. Le prime esperienze pittoriche di Malorgio mostrano vedute tipicamente rurali, frutto di uno studio attento del paesaggio in tutte le stagioni e in tutti i suoi aspetti, visto con l'occhio dell'artista, quasi un canto orfico che si leva spontaneo in onore alla natura. Sempre in questa prima epoca nascono anche i dipinti che non sono mere raffigurazioni della fisionomia, ma manifestazioni dell'interiorità e del carattere, studi psicologici definiti dalla vivacità degli sguardi e dell'espressione. La forza d’ispirazione del Maestro Malorgio risiede proprio in questa funzione minima ma imprescindibile, inimitabile della sua tecnica pittorica. La prima volta che ci si avvicina alla sua opera, si rimane colpiti, perché si scopre la varietà e l’originalità della forza di suggestione dei suoi quadri. L’artista sa ritrovare mediante una scena intima, un paesaggio silvestre o un volto drammatico, il primo palpitare che mette in rapporto l’uomo con il mondo. Ogni disegno racchiude un dramma, un mistero, un enigma, perfino l’evocazione di una coscienza in pena, che soffre nella sua fragile esistenza. L’artista è rimasto affascinato da un postimpressionismo del primo Novecento, così da rendere i dati della realtà umana e paesaggistica nell’essenzialità delle forme e dei colori. Non di rado nei paesaggi si richiama anche a emozioni più profonde e creatrici. Henri Bergson accennava spesso a questo concetto suscettibile di liberare l’ispirazione dell’atto fecondo. L’emozione che ci anima a consolidare l’autonomia dell’arte, grazie ad un fascio di passioni interiori che ci stimoli a trasformare le nostre percezioni in un insieme di forme, colori, linee, prospettive, volumi costituendo la base dell’opera d’arte. Le regolari stesure cromatiche ricordano le variazioni dei grandi maestri impressionisti preludenti all’astrazione con fenomenali effetti d’insieme. Nell’evoluzione dell’opera malorgiana, la linea diventa più distesa, il colore più candido, anche più morbido, con effetti di romantica nostalgia. Dipingere, come fa Salvatore Malorgio, non è soltanto uno sfogo dell’anima, è diventato perfino una seconda natura. I contrasti cromatici inaugurano il carattere singolare dei personaggi che raggiungono la sfera della rappresentazione universale mediante la rappresentazione di un simbolismo mitico. Il pittore salentino raccoglie nei suoi dipinti gli umori delle nostre terre osservandole da lontano ma anche fissandone il loro fermentare da vicino. Nei suoi quadri autunnali le rade foglie sfarfalleggiano sotto il capriccio del vento in un movimento improvvisato degno di un ballet di Maurice Béjart. Sul quadro si cristallizza il tessuto vibrante di un respiro, di un alito, di un universo in una modulazione perpetua. Nella simbiosi dell’ingegniere e dell’artista appare una matassa di segni sotto la quale si nasconde il palpitare della vita. La pittura per Malorgio –almeno così ritengo osservando i suoi quadri— non è soltanto una semplice comunicazione dell'emozione segreta del vedere: è un immergersi negli umori della natura, un viaggio insolito, come uno studioso che analizza il lato scientifico e quello emotivo : Plonger au fond du gouffre, Enfer ou Ciel, qu'importe?Au fond de 'Inconnu pou trouver du nouveau ! (Baudelaire, Le voyage).
Il Salvatore umanista, l’“honnête homme” di Montaigne, raggiunge il Malorgio, scienziato in una costante meticolosità di orefice. La scioltezza del tocco si armonizza con la consapevolezza di rendere i riflessi di una luce quasi irreale. Il pittore tugliese non esita a consegnarci quel “qualcosa in più” che definisce il capolavoro singolare, originale, vergine. L’atto del dipingere malorgiano gira la pagina del passato per orientarsi verso una prassi nuova, uno sperimento supremo, più intenso. Si avverte come la natura amica viene trasfusa sulla tela sotto la carezza del pennello di Malorgio cogliendo con immediatezza l’essenza della realtà. Le macchie cromatiche adagiate a regola di mestiere si trasformano in volumi, colori, prospettive, sfumature, luce, controluce, angoli, strutture, mosaici di forme, per diventare, in ultima istanza, creazione, comunicazione, espressione, puro lirismo di un realismo magico. Con riferimento alla testimonianza dei ritratti malorgiani, non possiamo ignorare il legato delle sue origini. La presenza del contadino in terra salentina, evocata in tante occasioni, suggerisce una chiara evidenza che Salvatore non dimentica, non sa dimenticare, non può dimenticare: le sue radici rimangono ben affondate in quei viottoli di campagna percorsi tanti anni fa in un’infanzia disinvolta. Il contadino patetico, autentico, immobile, seduto su una pietra secolare, l’uomo che rimane in silenzio per tanti giorni, con gli occhi sperduti sull’abisso della sua esistenza, il campagnolo dal volto raggrinzato, sdentato, il rustico elaborato dal Malorgio ride poco, lo sentiamo amareggiato, rassegnato sotto i colpi di un destino ingrato, di una terra poco generosa, di un ambiente aspero.
Il contadino evocato tra i diversi dipinti, spossato da un lavoro dei campi, che gli divora perfino l’anima, china il capo o volge lo sguardo verso il cielo per interrogare il tempo. Per quanto riguarda alle donne del Salento, esse sono soggiogate da due mila anni di silenzio, devozione e solitudine. In questi personaggi si esprimono la nobiltà e il dolore, il dolore di lottare in vano contro l’immobilismo sociale e il peso della tradizione. In un altro contesto, alcuni dipinti quali “Popolo della strada”, “Vite randagie” o “Quando la sopravvivenza prevarica la dignità”, ci esortano a riflettere sulla sorte dei marginati, dei dimenticati, degli abbandonati, degli “Altri”, con le solite vittime di una vita disperata: i bambini.
Il ritratto è un componente fondamentale della produzione di Malorgio che mantiene una valenza attuale, ritagliandosi uno spazio autonomo rispetto al rinnovamento stilistico che è venuto affermandosi nel corso degli anni. Per l’artista pugliese, la miseria, la sofferenza e la privazione diventano arte luminosa, concettuale, ponte simbolico tra vita e destino. Lo sguardo acuto del maestro Malorgio si fissa su ogni particolare, ogni atteggiamento, ogni mossa, ogni battere d’occhio. L’opera pittorica si rivela anche come indiretta critica sociale, profonda riflessione morale e specchio dei nostri tempi in quest’avventura del fattore umano, della leggerezza dell’essere. La dimensione etica diventa estetica, l’arte non è la rappresentazione di un bel motivo, bensì la bella rappresentazione di un motivo. In questa tecnica del ritratto le tonalità cromatiche creano l’immensità dell’oceano negli occhi di una bambina. Il punto di partenza è sempre il riferimento ad una impressione, una sensazione e un sentimento, mutato in cromatismo grafico. Il segno malorgiano scompone ed essenzializza, operando il passaggio ad una visione più lucida della realtà dove si nota la presenza di un’assenza, funzione sine qua non dell’opera d’arte. Il colore di Malorgio non si stende per larghe campiture, è caratterizzato da pennellate e tocchi delicati che connotano l'immagine, la fissano nell’ istante eterno, ma non la definiscono in modo netto e preciso con contorni e delimitazioni, le gradazioni cromatiche vibrano sulla superficie e trasmettono la luce. Invito tutti gli amateurs di arte pittorica, innovatrice e suggestiva di motivarsi a riconsiderare l’opera integrale di Salvatore Malorgio come una sinfonia di colori, marca eloquente di un innegabile genio contemporaneo.

Louis Imperiale - Kansas City, Missouri – scrittore, saggista e critico d’arte docente di lingue e letterature romanze all'università statale del Missouri USA


Grande artista perché di grandi capacità e qualità, perché pittore e grafico di sentimento e di professione, non uno dei tanti improvvisati autori di opere strane ed incomprensibili, ma un personaggio la cui produzione è informata a una visione della vera pittura, quella da godersi appesa in salotto. Salvatore Malorgio dipinge con questa sua scelta spinto dal desiderio di ritrovare e comunicare bellezza. Vasta la sua tematica dal paesaggio alla figura, quest’ultima trattata dal ricordo di usanze e folclore salentino sino al sacro e al mitologico, ma ove sempre vi si nota il prorompere di un gioioso canto di amore, di fede e di conoscenza. Strumento di questo canto è la capacità disegnativa innata ed acquisita da Salvatore Malorgio che pone il suo segno alla creazione di una atmosfera in armonia con una sua realtà fatta anche di gesta, di sogni, di rivisitazioni e di una lunga esperienza sul campo che ne hanno fatto un artista vero in una continua e fiduciosa risultanza. Un segno puro ma anche personale in certi atteggiamenti e in certe fisonomie, il tutto, proprio per questo, legittimato e condotto sul piano dell’arte in nome di una emozione autenticamente idealizzata e poetica. Natura e destino, mezzi e finalità si accompagnano in una unica furia creativa che sa mantenersi passionale avendo acquisito un proprio rigore etico ed una propria linea artistica.

Giorgio Falossi - professore e critico d’arte


Si tratta di un pittore colto, erede del verismo Italiano del tardo Ottocento. L’emozione immediata nasce dalla luminosità ben calibrata e dalla predominanza di colori chiari naturali che giocano un felice contrappunto cromatico con il verde, simbolo delle nostre campagne e dei suoi contadini.

Stefania Bison – redattore e critico d’arte


A riferimento del dipinto “ Scena di vita contadina - 2013 “ edito da E.A.Editori - Sul volume ECCELLENZE – sguardi sulla pittura contemporanea – 2014 : Uno spaccato di vita quotidiana. Due generazioni a confronto. Il nuovo che guarda al “ vecchio “. Una composizione pittorica dal grande lirismo narrativo e simbolico. Dietro la pittura di Salvatore Malorgio si cela sempre un significato profondo, a volte latente e a volte più evidente. L’abilità tecnica che caratterizza l’arte di Malorgio sembra trovare riferimenti fotografici sia nei colori che nell’impostazione prospettica di ciò che raffigura. Sembra che la sua pittura rimane tale senza sfiorare l’iperrealismo ma adagiandosi su un velato verismo pittorico. Ancora una volta il Maestro conferma l’eccellenza del suo valore artistico e si piazza nuovamente tra questi artisti che danno un contributo significativo all’arte contemporanea.

Sandro Serradifalco - critico, saggista ed editore


Nel dipinto “ Scena di vita contadina - 2013 “ , una bambina guarda un anziano mentre svolge un lavoro che, ormai, è obsoleto e passato. Un cagnolino affianca la bimba in un angolo, e in un momento l’opera si tinge un po’ di malinconia, di quella che lascia però, col sorriso sulle labbra. Anche in quest’opera Malorgio non dimentica il lato umano . Un Maestro d’arte di elevata raffinatezza stilistica ed emozionale che narra con colori e luci mozzafiato, spaccato di vita quotidiana e non. Un Maestro che mette la sua anima artistica a nudo in ogni sua tela e che lascia che venga osservata e assorbita da chi si trova davanti ad esse.

Salvatore Russo - critico d’arte


“ Scene di vita quotidiana contadina “, Passato…..si penserà! Ed ecco l’arte a farcene memoria per ricordarlo e per non ripudiarlo questo “passato” fatto di lezione per il futuro, scrigno di importanti esperienze. E’ l’arte, quella di Malorgio, uno dei pittori più importanti sulla scena del figurativo - verista che ancora abbiamo in Italia. Egli rivendica questa cultura fatta di antichi mestieri, di animali amici, di atmosfere pacate, di personaggi che vivevano la dignità e l’amore. Nei valori tonali delle sue partiture risolve con piacevole effetto la realtà quotidiana, scandendo con cura i vari personaggi nel loro aspetto lavorativo, sociale, domestico. Pittura specchio e documento del,passato. Ma non è tutto,. Salvatore Malorgio, dipinge anche figure di oggi, paesaggi, nature morte, nudi. Padrone del disegno e del colore ci coinvolge in queste sue tematiche tutte mediterranee dai tocchi di poesia, dalle forme sinuose, dalle atmosfere di fede. Un pittore completo dagli autentici valori, come non se ne trovano molti oggi, con opere cariche di magie di luci e di colori.

Giorgio Falossi - professore e critico d’arte


Quando ci chiediamo quale sia l’autentica poesia in una raffigurazione pittorica, la nostra risposta non può essere se non quella del mondo contadino. Nell’osservare per esempio il dipinto “ Scena di vita contadina - 2013 “ , questa scena del nonno intento al lavoro con la nipotina accanto , ha qualcosa di antico ed emozionante. Il gioco compositivo è quello di un artista sapiente che sa come iniziare un quadro e come portarlo a termine, rispettando come in questo caso le regole espressive.

Paolo Levi – critico d’arte, giornalista e saggista





( ultimo aggiornamento 21-06-2016 )